Nov 09

Trevi Bike Synthesis – Recumbent Bike

Lo scrivevo nella pagina relativa al mio amore per la bicicletta, primo veicolo a due ruote sul quale io abbia mai posato il deretano: ero alla ricerca di una bicicletta reclinata (o “recumbent” per dirla all’inglese) e, grazie ad un noto sito di annunci l’ho trovata. Mi sono portato a casa una Trevi Bike Synthesis. Una bici costruita artigianalmente in Italia, modificata con buoni componenti, comoda e… veloce.

IMG_1514

La prova, durante una rara occhiata di sole

Ho già provveduto a fare alcune modifiche: il precedente proprietario – tra l’altro io dovrei esserne il terzo – nel tentativo di migliorarne la frenata ha sostituito la pinza anteriore, faccio notare che il veicolo monta freni a disco su entrambe le ruote, con una AVID BB7 Road. Spulciando in Rete ho scoperto che è una pinza di pregio, più o meno il meglio che si possa avere con una pinza a comando meccanico. Allora perché non frena? Semplicemente perché è stata montata con una staffa per disco da Ø 180mm mentre il disco in dotazione è un Ø 160mm. Ne consegue che la pinza non agiva sull’intero disco ma semplicemente lo “pizzicava” sul bordo esterno, limitando l’azione frenante e portando tra l’altro ad un consumo anomalo e non uniforme di disco e pastiglie.

Disco e pastiglie originali. Se ne può notare il consumo anomalo.

In mio soccorso è venuta Amazon, ho approfittato di un’offerta e ho comprato un disco CleanSweep G2. Arrivato e sostituito senza difficolta (insieme alle pastiglie che ho dovuto prendere a parte. Non poteva venirmi in mente che sarebbero state anch’esse usurate?!). Dalle istruzioni pare che abbiano un rodaggio un po’ lunghetto. Pazienza.

Per la regolazione della pinza mi sono rifatto al pregevole articolo di Elessar relativo ai BB7. Ecco, adesso FRENA.

Il materiale da me utilizzato, acquistato presso Amazon, è il seguente:

Mi sono permesso di inserire anche un link relativo alla pinza BB7Road, che però sulla mia bicicletta era già stata montata.

Nov 01

Ciclocomputer wireless Sigma 16-12 STS

La scorsa settimana ho dotato, dopo tre anni di utilizzo pressoché quotidiano, di “contachilometri” la mia biciclettina pieghevole. Non che io non sapessi quanti Km percorro quotidianamente, più o meno. Però… volevo qualche cosa di più. La scelta è caduta sul modello 16-12 di Sigma, azienda i cui prodotti ho usato proficuamente in passato. Uno è anzi ancora in uso su una MTB passata a mio padre.

Il Ciclocomputer 16-12 STS offre, oltre ovviamente alle funzioni classiche di un computerino da bicicletta quali tachimetro e odometro, altre funzioni interessanti quali la misurazione della cadenza, differenti cronometri e count-down, e la temperatura esterna. Il tutto, per semplificare il montaggio su una bici che si piega fino a diventare delle dimensioni di una valigia, wireless. Esiste anche la versione cablata, se non si hanno problemi di pieghe e giri strani dei cavi va anche essa molto bene.

Il montaggio è stato abbastanza semplice, anche su un telaio dalle forme strane quale quello della Brompton.

Il computerino consente l’utilizzo su due diverse biciclette – ognuna con il suo kit di sensori – e capisce da solo quale dei due velocipedi si sta utilizzando. Al momento direi che sono soddisfatto dell’ acquisto.

Ago 27

Dash-Cam INNOVV K2

What is K2?

I was thinking about installing a dash-cam on my motorbike since a while. But you know, I’m lazy and I always find a way to “do tomorrow what i could do now”. Anyway, some guy on AnimaGuzzista’s Forum wrote about INNOVV and their motorbike-oriented product K1. Obviously, as often happens, when I took the wallet out to buy it… that product has been discontinued. But the new K2 was in it’s way to be released, so i pre-ordered it and it arrived at my home in a pair of months. By the way, now it’s into production cycle so I suppose shipment process will be faster.

Why a dash-cam?

Anyway, it’s an interesting product for motorcycle users ‘cause of its two waterproof cameras and the recording unit that works in automatic way – after configuration. Configuration that is made trough a dedicated smartphone app. This is the page on Innovv’s website. Just one comment before I start to talk about installing it: this is a double dash-cam, it’s useful to record a proof in case of crash, not to record your mono-wheel show (even if it can do it well).

Now, let’s play the game. Time to install it on my old piece of iron.

  • At first, we have to decide where to place the main unit, the DC-DC converter an the cameras. Referring to my Moto Guzzi Nevada, I choose to install DC-DC under the seat while the main unit goes under the left-side cover. Remember to connect yellow cable to a keyed +12V: it gives K2 the signal to start recording. Just for your information, I did it without drilling any hole on my bike;

Installing DC-DC converter. As you can see I previously did some modification in the electric plant of my bike, adding some “auxiliary” 12V outlet

  • Then I lifted the fuel tank to pass cables of front camera and GPS unit

Lift and slide back fuel tank. Red-circled is the camera cable

 

  • Next step is install the 2 cameras. Back camera has a longer cable, but they are equivalent. In fact, I used the front camera as back and vice versa. Front one is screwed under the lower fork plate, back one share the support of the left turning-light.

Back camera

Main unit final mount

  • And now, this is the final result. File has been edited and resized for web-sharing. As you can see, thanks to GPS, it shows date, time and speed. It’s also interesting watch how the front suspension works. K2 records audio too, but being so close to engine and clutch… it’s totally insane.

Mag 15

Telepass e moto

Lo so, tanti motociclisti diranno che tanto non serve, il   vero motociclista non va in autostrada a spiattellare le gomme superpiegaxnxx facendo kilometri e kilometri di rettilineo. Ma se anche voi usate la motocicletta non solo come un giocattolo ma anche e sopratutto come mezzo di trasporto… converrete con me che è molto comodo arrivare al casello e infilare la barriera senza doversi fermare ad armeggiare con i guanti, le cerniere del giubbotto e fare scene tipo:

<<Il biglietto! Ma dove c... ho messo il biglietto? Ecco, tenga... Come? Non bastano le monete? Aspetti, prendo il bancomat...>>. Continue reading

Giu 07

Pedaggi TEM – A58: quello che non vi dicono

Visto che né sui giornali locali né tantomeno sul sito di A58 – TEEM vi dicono quali sono le tariffe, vi posso indicare, per esperienza personale relativa alla categoria “auto e moto”, a quanto ammontano i pedaggi della nuova Autostrada nelle seguenti relazioni:

  • Vizzolo Predabissi – Barriera A1 Milano Sud (casello di Melegnano): 2,00€;
  • Pessano con Bornago – Vizzolo Predabissi: 5,60 €

Se avete dati di altre relazioni con cui integrare… scrivete nei commenti.

Lug 07

Motogiro 6: da Aulla a Parma per il passo del Lagastrello

Altro bel giro: da Aulla (MS) a Parma (PR) valicando gli Appennini attraverso il passo del Lagastrello (o di Lago Strello, come su alcuni cartelli stradali viene tuttora indicato).

Per praticità le indicazioni Partono dal casello autostradale di Aulla e terminano all’ imbocco della Tangenziale di Parma.

Si percorre tutta la SP74 fino al passo, in prossimità del lago Paduli. Al termine del lago, in prossimità della diga, si attraversa la vallata su di un ponte per raggiungere Miscoso (RE), ove consiglio di pranzare alla trattoria che è proprio in prossimità della strada. Si torna poi indietro sui nostri passi fino alla diga, dove si svolterà poi a destra in direzione di Monchio delle Corti. Da qui in poi si cambia provincia, si scende seguendo le indicazioni per Langhirano e/o Parma.

Ho percorso questo itinerario nell’estate del 2012, le condizioni delle strade andavano dal buono allo “spiacevole”. Dal momento che l’Appennino Tosco-Emiliano, in particolare nel corso degli ultimi due inverni, ha avuto la fastidiosa tendenza di scivolare giù a valle in molteplici frane, NON so in questo momento – Luglio 2014 – come siano messe le strade. Di conseguenza, declino ogni responsabilità per quello che potrete trovare e per le situazioni alle quali andrete incontro se deciderete di ripetere questo giro.

Ago 19

E se questo blog diventasse aperto?

Quest’anno pochi giri: lavoro, famiglia, un infortunio… Da Gennaio penso di avere fatto meno di 1000 Km. Per cui Sto pensando di aprire le registrazioni al blog dandovi la possibilità di iscrivervi e condividere i vostri giri.
Lettori, visto che ci siete (e lo so grazie a Google Analytics), fatemi sapere in qualche commento cosa ne pensate.

Lug 13

Why slow is the new fast | Motolegends Blog

Why slow is the new fast | Motolegends Blog.

Mag 26

Motogiro 5: Val Boreca e Val Staffora

Sì, questo è un bel giro. Non che gli altri finora descritti non lo fossero, intendiamoci. Però questo è qualcosa in più. Fatto ad un’andatura che permette di godere del paesaggio più che delle curve, visto che per lunghi tratti la strada è stretta e l’asfalto non è che sia proprio un biliardo, questo giro assicura 3 ore circa a cavallo tra Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, attraversando posti noti come l’alta Val Trebbia – bellissima, un vero parco giochi… ma occhio ai velox, specialmente nei fine settimana! – e luoghi quasi dimenticati come, appunto, la Val Boreca.

L’itinerario parte dall’uscita Castel San Giovanni dell’Autostrada Torino – Piacenza e nella prima parte ricalca il già descritto percorso che porta al Passo del Penice. Fin qui nulla di strano, una classica uscita domenicale dei motociclisti milanesi. Dalla sommità del passo – dopo un caffè d’obbligo presso “Lo Scarpone” – si scende verso Bobbio. Ancora, fin qui, nessuna sorpresa. La strada è normalmente in buone condizioni. Bobbio può anche meritare una sosta, da vedere il ponte “gobbo” sul Trebbia ed il centro della cittadina. Proseguite poi verso l’alta valle, dopo poche curve inizierete a capire perché Hemingway l’avrebbe definita “la valle più bella del mondo”. Per un attimo dimenticate la strada, dimenticate il motore che canta sotto di voi e guardatevi attorno: siete nel nulla, in mezzo alla natura in uno scenario fatto di boschi, rocce scoscese ed il fiume che scorre tranquillo sotto di voi. Bene, ora potete tornare a considerare che state guidando una motocicletta: la strada è a doppia corsia, larga il giusto e con curve che sembrano messe lì apposta per essere affrontate con il coltello tra i denti. Però… non esagerate. Siete comunque su strada e non in pista, e se dietro la curva trovate un camion o un trattore con gli erpici ad altezza casco… ecco, poi non dite che non lo sapevate.

Ad un certo punto svoltate a destra, seguendo le indicazioni per Zerba, superate lo stretto ponte sul Trebbia. Qui le cose cambiano, la strada si fa stretta, a tratti viaggerete coperti dalla vegetazione. Benvenuti nella Val Boreca, un territorio a bassissima densità abitativa, tanto che in tempi recenti è tornata ad essere segnalata la presenza del lupo.

La strada sale, a tornanti, fino a Zerba. Poi sale ulteriormente, in costa alla montagna, stretta e con fondo irregolare. Inoltre, potrebbero sempre esserci dei massi caduti dall’alto, nonostante le reti di protezione. Non è esattamente una strada da fare mettendo il ginocchio a terra in ogni curva, però l’ambiente compensa ampiamente l’andatura turistica. Si prosegua oltrepassando Vesimo e Pej, fermandosi poi presso la chiesetta indicata dal punto K della cartina.

Val Boreca 04Dopo le foto di rito e qualche passo per sgranchire le gambe, ritornare a Pej e da lì prendere la SP90 verso Pian dell’Armà. Dopo un primo tratto in falsopiano che attraversa quelle che in inverno sono piste da sci, la strada precipita poi verso la Val Staffora. Come sempre, attenzione al brecciolino, in particolare sulle curve. Chi vi scrive l’ha percorsa alla fine del mese di Maggio 2012 e le condizioni del manto stradale erano… un ottimo sterrato. Una volta discesi a fondo valle, da Casanova in poi, la strada torna a migliorare: bentornati nel “parco giochi” dell’Oltrepo Pavese.

Proseguire poi lungo l’itinerario, sempre facendo attenzione ai limiti di velocità. Fermatevi pure a Varzi, per gustare un bicchiere (uno solo!) di Bonarda accompagnato dall’ottimo salame omonimo per ripartire poi in direzione Casteggio -> Stradella -> Castel San giovanni. Volendo si può andare a prendere l’autostrada già a Voghera.

Periodo consigliato: da inizio maggio a fine ottobre.

Feb 26

Dal C.I.M. – Un paragone interessante: sesso e moto, la sicurezza è basilare !

Un interessante articolo con filmato, dal sito Internet del Coordinamento Italiano Motociclisti, che spiega perché andare in moto in canotta e infradito può nuocere alla salute…

Apri l’articolo per visualizzare il link.